"PALAZZO DE CASTRO DEI CONTI DI LEMOS" (sec. XVIII)

"Da Napoli a Squinzano fu breve il passo, che nobiltà spagnola condusse in basso, qui, dove le cinque torri furono opifici, a chi, sudando,produsse ambo i beneflci"



Monforte di Lemos, città spagnola della Comunità autonoma della Galizia, è il nucleo della regione conosciuta come Terra di Lemos e capitale della zona della Ribeira Sacra, su questo territorio ebbe origine e sviluppo la nobile stirpe dei DE CASTRO, signori della CONTEA DI LEMOS, i quali vennero in Italia nel luglio 1599 al seguito di Fernando Ruiz De Castro VI conte di Lemos, nominato Vicerè di Napoli, dal Re di Spagna Filippo III d' Asburgo, al quale dette l'incarico di costruire il Palazzo Reale di Napoli iniziato nel 1600 pero Fernando Ruiz morì nell' ottobre del 1601, le opere andarono a rilento fino a che nel giugno 1610 divenne Vicere' di Napoli fino all' 8 luglio 1616 Pedro Fernandez De Castro VII conte di Lemos, ne danno conferma Leonardo di Argesola, scrittore spagnolo di famiglia italiana, e il di lui fratello, Bartolome Juan, sacerdote e cappellano di Corte; icona gentilizia di rappresentanza le CINQUE TORRI, plasticamente presenti nel vestibolo di questa residenza e sul frontespizio della tomba di famiglia, dedicata a Maria SS. Addolorata, ubicata nella tenuta "Perlangeli". Capostipite del ramo squinzanese ne fu il dott. fisico Consalvo, oriundo brindisino, che, nella seconda metà del '700, sposò la squinzanese Oronza Papa, il cui fratello Don Giuseppe, sacerdote, lasciò ingentissimi beni immobili e 1900 ducati, con il vincolo di trasmettere tali ricchezze al figlio maggiore Francesco Saverio; secondo il criterio Medievale del maggiorasco, a patto che questi adottasse il cognome di De Castro-Papa; il fortunato erede, che più volte, avrebbe ricoperto la carica di Sindaco, dapprima domiciliato nella strada del "Liane Vecchio"(nei pressi della piazza), fece edificare il grande palazzo di famiglia nel 1795, data confermata dall' epigrafe situata all'estemo dello scalone d'ingresso (DEO AUSPICE ERECTUM A.D. MDCCLXXXXV dall' architetto G. Miglietta) occupando, tutta intera l'area compresa fra l'antica strada di San Leonardo, l'attuale via Matteotti e il tratto costeggiante "la chiazza te lu Vancu"-"piazza del Sedile", il cui portale e contrassegnato dalle iniziali DC (De Castro), in cui si presume esistesse un piccolo abitato forse una torre fortificata inglobata nell'attuale palazzo, A Francesco Saverio successe il primogenito Giovanni, anch'egli primo cittadino, per diritto di sangue, vedovo,in giovane età, di Maria Anna Ferraro-Moretti, donna avvenente di dote cospicua, padre di Carlo e Lisetta, Vincenzo e Francesco, e del benemerito Giuseppe; quest'ultimo nutrito d'ideali risorgimentali, ispirati dalla Giovane Italia , fu ascoltato presidente del Circolo Patriottico Comunale. L'albero genealogico dei De Castro, come accaduto altri nuclei ugualmente cognominati, si articolò in due rami distinti: uno si è estinto con le sorelle Annetta, Lina e Rosina: proprietari di questo edificio; l'altro si estinguerà con la morte della madre del dott. Paolo Alzona, residente in Torino, certo è che entrambi i rami squinzanesi, e quelli tuttora esistenti, di Mesagne e San Pietro Vernotico derivano dal capostipite Consalvo, paternità di ascendenze nobilitate, sangre de estirpe espanol, trasfusosi nelle arterie della societa italiana. La dominazione spagnola portò in Italia aristocrazie e ceti popolari, alle prime conferendo feudi territorialmente espansi, ai secondi le opportunità di costruirsi, integrandosi, elevando il proprio status socio-economico a livelli ragguardevoli (i "de la Mancha", stabilitisi nella piccola Squinzano del secolo XVI, sono testi credibili); rampolli di famiglia d'alto rango e anonimi popolari, titolari di toponimi, riconobbero nel blasone dei De Castro il vertice di una piramide, ch'ebbe assidua confidenza con le istituzioni religiose e civili della terra d'Otranto.

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Palazzo De Castro - Piazza Plebiscito 9, 73018 Squinzano LE